Richiedere e ottenere un mutuo 100 per 100 con garanzia dello Stato

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Per alcune categorie svantaggiate, è molto difficile ottenere un mutuo per l’acquisto della casa. In particolare i giovani, ma non solo, sono costretti a guardare di conseguenza alla casa di proprietà come una sorta di miraggio.
Proprio per cercare di andare incontro a questi soggetti e aiutarli a porre le basi per una esistenza dignitosa, lo Stato ha deciso di intervenire nel 2014. Quando nell’ambito della delle di Stabilità, quella che un tempo si chiamava finanziaria, è stato istituito il Fondo di garanzia prima casa. Il quale va a interessare anche il mutuo 100%, ovvero quello che solitamente le banche non sono propense a concedere. Andiamo quindi a osservarlo più da vicino e capirne l’affettiva convenienza.

Cos’è il fondo di garanzia prima casa 

Il Fondo di garanzia prima casa, noto anche come Fondo garanzia prima casa Consap (acronimo della Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A, la società del Ministero dell’Economia e delle finanze che ne ha permesso il varo), è lo strumento reso possibile dall’approvazione della legge di Stabilità 2014 all’interno del Ministero dell’economia e delle finanze con il preciso intento di andare a favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie rivolto all’acquisto della prima casa.
Il Fondo è stato dotato di un budget complessivo di 670 milioni di euro ed è stato oggetto del Decreto Interministeriale del 31 luglio 2014. Dopo un avvio non proprio esaltante, dovuto probabilmente alla mancanza di informazione, nel corso del 2016 ha visto un trend in crescita. Il quale si è confermato anche negli anni successivi. Si calcola che siano ormai quasi 40mila le domande ad esso pervenute. Di cui, circa l’85% ha avuto un’accoglienza positiva.
Secondo le stime formulate al proposito, le garanzie sui mutui ipotecari dovrebbero andare a ricoprire un ammontare complessivo pari a venti miliardi di euro. Fornendo quindi una risposta ad un problema molto avvertito in Italia.

Lo Stato come garante esterno

In pratica, possiamo dire che grazie all’istituzione del Fondo, lo Stato si propone come garante esterno. Ovvero va ad assumere quella funzione di garante che è già possibile per i privati cittadini quando il contraente principale di un finanziamento non è in grado di prestare le dovute garanzie, ovvero capacità reddituale e merito creditizio. Chi, meglio dello Stato può in effetti garantire al sistema bancario il rispetto delle pattuizioni previste in sede contrattuale?
Una circostanza che spinge naturalmente gli istituti bancari ad offrire mutui i quali, in considerazione della particolare platea, difficilmente sarebbero concessi.
Occorre inoltre sottolineare come la copertura offerta dal fondo, il quale arriva a coprire il 50% della quota capitale, consenta di poter ottenere quei mutui 100% che altrimenti non verrebbero accordati. Le banche, infatti, preferiscono non accordare più dell’80% del valore stimato dalla perizia. Oltre questa percentuale ritengono di rischiare troppo. Soprattutto in un momento complesso come l’attuale.

Fondo di garanzia prima casa: chi è che può richiederlo?

Chi è che può richiedere il Fondo di garanzia prima casa? Le categorie per le quali è previsto un tasso agevolato del finanziamento, sono:

  • le giovani coppie, venendo considerate come tali quelle in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni di età;
  • i single che abbiano a carico figli minorenni;
  • i precari i quali abbiano una età inferiore ai 35 anni;
  • i conduttori di case popolari.

Va anche sottolineato come siano necessari requisiti aggiuntivi per poter ottenere il Fondo garanzia prima casa Consap. In particolare, chi lo richiede non deve risultare proprietario di altri immobili ad uso abitativo, con la sola eccezione di quelli che siano stati ereditati. L’immobile in questione deve poi essere posizionato all’interno del territorio nazionale e non far parte delle categorie catastali A1, A8 e A9, ovvero quelle che comprendono immobili signorili o di lusso. E, ancora, il finanziamento richiesto deve avere un tetto di 250mila euro.

Fondo di garanzia prima casa per il mutuo al 100%

E’ stata la Banca d’Italia a chiarire in maniera pressoché definitiva come il Fondo di garanzia prima casa possa garantire la copertura di un mutuo sino al 100%. Proponendosi quindi come uno strumento disegnato in maniera esplicita per alcune particolari categorie. In particolare quei giovani che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato o che vantano un livello salariale ancora troppo modesto per poter pensare di accollarsi un mutuo e versare un acconto per poter acquisire la proprietà dell’abitazione.
Prima di cedere all’entusiasmo, però, gli interessati dovrebbero chiedersi se effettivamente possa convenire un mutuo 100%. Un tema che continua ad essere all’ordine del giorno, proprio in considerazione della particolare natura di questo finanziamento.

A chi deve essere rivolta la domanda di adesione al Fondo

Occorre a questo punto sottolineare come sia sempre facoltà della banca decidere sulla concessione del mutuo richiesto. La quale lo farà sulla base della particolare politica adottata al proposito. A specificarlo è del resto la Consap sul suo sito istituzionale. In pratica non è automatico l’accoglimento della domanda, anche se si rientra nelle categorie per cui si è deciso di istituire il fondo.
Sempre sul sito della Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici è peraltro possibile consultare l’elenco degli istituti di credito aderenti all’iniziativa. I quali possono naturalmente variare di anno in anno.
Una volta che il modulo sia stato riempito coi propri dati personali, occorre naturalmente specificare se il mutuo richiesto riguardi l’acquisto dell’abitazione, la sua ristrutturazione o l’efficientamento energetico. Per poi allegare allegare i documenti d’identità e la certificazione Isee.

Quali sono i tempi previsti per poter ottenere la garanzia?

Una volta che il modulo di accesso alle garanzie statali sulla prima casa sia stato debitamente compilato, è arrivato il momento di inviarlo. Ovvero farlo pervenire all’intermediario finanziario scelto, al quale spetta a sua volta il compito di recapitarlo a Consap.
Dopo il suo arrivo la concessionaria ha 20 giorni di tempo per comunicare alla banca l’esito della richiesta. La quale avrà a disposizione un ulteriore lasso di tempo di 90 giorni per mettere al corrente la Consap sul perfezionamento del mutuo garantito, o la decisione di non erogarlo.

Mutuo 100%, un prodotto molto ambito

Il mutuo 100% è effettivamente molto ambito da chi non possiede i soldi per poter aspirare all’acquisto della casa. Il motivo è facilmente immaginabile: nel nostro Paese i livelli salariali continuano ad essere troppo bassi per un mercato come quello immobiliare, ove i prezzi sono ancora molto elevati. Troppo per molte persone.
Sono inoltre sempre di più i lavoratori precari, i quali non sono quindi in grado di allacciare rapporti con il sistema bancario. Non possono farlo per avere un mutuo normale e ancora di meno se si tratta di averne uno 100%.

Mutuo 100%: attenzione alla sua effettiva convenienza

Occorre però anche ricordare che questo genere di finanziamento rappresenta un rischio di non poco conto. Il denaro accordato viene a costare molto di più rispetto a quello oggetto dei mutui tradizionali. I piani di rientro, infatti, sono stilati proprio sulla base delle caratteristiche del richiedente. E’ del tutto logico che per i mutui 100%, destinati a giovani e soggetti problematici, la loro durata tenda a dilatarsi, per cercare di rendere sostenibile la rata. Di conseguenza piani di rientro più lunghi, ma anche notevolmente più costosi.
Prima di optare per una soluzione come questa, quindi, il consiglio è di valutare la possibilità di percorrere strade alternative. Magari provando a farsi aiutare dalla famiglia, ad esempio chiedendo ai propri genitori di porsi come garanti dell’operazione di acquisto dell’abitazione nell’ambito di un mutuo 80%.